Palermo, «OPERAZIONE CARAVAGGIO»: l’opera trafugata torna a splendere
- Marco O. Avvisati

- 12 dic 2015
- Tempo di lettura: 2 min

Oggi, alla presenza del Presidente della Repubblica torna sul suo altare la magia dCaravaggio, grazie a un miracolo tecnologico confezionato in un laboratorio di Madrid, una delle più belle opere del Caravaggio, la Natività rubata dalla mafia nel 1969 e forse ormai distrutta, torna a splendere nell’oratorio di San Lorenzo. A piazza San Francesco. Nel cuore di Palermo violato dai boss che, arrotolandola malamente, fecero sgranare la tela. Ovvero rovinata dai padrini che forse la usarono come scendiletto e trofeo di potere. Un giallo. Un orrore. Adesso solo in parte riscattato con una operazione tecnicamente guidata da Sky arte, ma voluta da tanti palermitani per anni impegnati a tenere alta la memoria su questo capolavoro del Seicento. Come fa anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella tornando sabato 12 nella sua Palermo per l’inaugurazione di questa riproduzione ad alta definizione installata fra stucchi e putti del Serpotta.

Ai sacrilegi la mafia è abituata, nonostante la mole di santini, bibbie e vangeli spesso trovati fra le mani di boss sanguinari. Ma nessuno avrebbe mai immaginato una Natività del Caravaggio strappata in una notte di tempesta dall’altare di un oratorio allora senza protezioni. Fu il pentito Francesco Marino Mannoia a raccontare del (presunto) disastro di un gioiello arrotolato in fretta da manacce sporche come fosse un tappeto. Un racconto impreciso. Forse una bugia. In contrasto con le parole di un altro pentito che ricorda il quadro affisso ai summit di mafia, come un trofeo, mentre sui giornali si sussurrava di losche ma non provate trattative da 60 miliardi di vecchie lire fra mediatori e trafficanti. Alla svolta tecnologica si è arrivati per l’impegno di Sky Arts Production Hub, il nuovo centro d’eccellenza europeo per la produzione di programmi sull’arte con sede a Milano, che ha commissionato il progetto a “Factum Arte”, la società specializzata nella realizzazione di fac-simile pressoché perfetti delle opere d’arte. La Natività è stata ricostruita attraverso tecniche di stampa altamente innovative da un team composto da architetti e tecnici informatici. L’intero progetto vivrà per il pubblico con un documentario dal titolo «Operazione Caravaggio. Mistery of the Lost Caravaggio» in programmazione per gennaio 2016 in diversi Paesi europei stimolando così la curiosità di un viaggio a Palermo. Grazie ad una tecnica che apre allo stesso tempo un interessante confronto sulla possibilità di rendere eterna un’opera d’arte pur perdendone l’originale.

Forse non si sarebbe mai arrivati a questo traguardo senza l’ostinazione di alcuni palermitani impegnati nelle ricerche, sempre pronti a collaborare con i carabinieri del nucleo Tutela del patrimonio artistico, per anni diretto dal colonnello Fernando Musella. Primo fra tutti il presidente degli Amici dei musei siciliani, Bernardo Tortorici, uno degli ultimi principi di Palermo. E con lui un cultore d’arte che vive a Londra, Peter Glidewell, ma con il cuore in Sicilia. E non a caso, come Tortorici, fu per un breve periodo assessore di Vittorio Sgarbi al Comune di Salemi. L’idea della riproduzione del Caravaggio scatta quando Glidewelll vede alla Fondazione Cini di Venezia una straordinaria copia delle “Nozze di Cana” del Veronese, (l’originale è al Louvre), da li ad oggi il passo non è stato breve, ma certamente emozionante




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