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INAUGURANO A BOLOGNA DUE BELLE MOSTRE PER GUSTI PIUTTOSTO DIVERSI

Bologna dedica il settembre a due mostre che tra loro non potrebbero che essere piu diverse: Mucha, maestro indiscusso dell'Art Nouveau a Palazzo Pallavicini, con la sua eleganza sognante e raffinata e La Fondazione Carisbo/Genus Bononiae che ospita le opere di Sergio Vacchi, visionario attraversatore di stili artistici e ultimo naturalismo così prossimo alla poetica di Fellini.


Alphonse Mucha a Palazzo Pallavicini


Alphonse Mucha, tra i più grandi interpreti dall’Art Nouveau; fino al 20 gennaio 2019 le meravigliose sale settecentesche di Palazzo Pallavicini (Via San Felice 24, Bologna) faranno da cornice a 80 tra le più celebri opere dell’artista ceco, di cui 27 esposte per la prima volta in Italia.

La mostra, organizzata da Chiara Campagnoli, Rubens Fogacci e Deborah Petroni della Pallavicini srl in collaborazione con Mucha Foundation e con la curatela di Tomoko Sato, pone uno sguardo inedito sull’opera del grande artista. Alphonse Mucha (1860-1939) fu uno dei più celebrati ed influenti artisti della Parigi fin-de-siècle, conosciuto ai più per le sue grafiche, come i cartelloni teatrali realizzati per l’attrice ‘superstar’ Sarah Bernhardt e le sue immagini pubblicitarie con donne eleganti ed attraenti. Mucha creò un suo stile ben definito – le style Mucha – caratterizzato da composizioni armoniose, forme sinuose, riferimenti alla natura e colori pacati, che divenne sinonimo dell’emergente stile decorativo del periodo, l’Art Nouveau.


Mucha. Le quattro stagioni, 1895


Nonostante il potente impatto del suo stile, però, poco si è mai saputo delle idee sull’arte e l’estetica all’origine del suo lavoro. Il percorso espositivo, dal titolo Alphonse Mucha, esamina gli aspetti teorici delle sue opere, soprattutto il concetto di bellezza, principio centrale della sua arte. Con circa 80 opere, selezionate tra quelle della Fondazione Mucha, la mostra include alcuni tra i più iconici lavori dell’artista, poster e cartelloni del suo periodo parigino, e getta inoltre uno sguardo al linguaggio artistico con cui Alphonse Mucha espresse il suo nazionalismo una volta ritornato nella sua patria negli ultimi anni della sua vita.“


Vademecum:


"Alphonse Mucha a Palazzo Pallavicini„

Bologna Palazzo Pallavicini Via San Felice

Dal 29/09/2018 al 20/01/2019

Orari: da giovedì a domenica dalle 11.00 alle 20.00 (ultimo ingresso ore 19.00)

Prezzo: € 13

Altre informazioni: www.palazzopallavicini.com


I “Mondi paralleli” di Sergio Vacchi in mostra a Palazzo Fava di Bologna.

Si intitola Mondi Paralleli la mostra che Fondazione Carisbo e Genus Bononiae. Musei nella Città dedicano, a due anni dalla scomparsa, al pittore “visionario e solitario” Sergio Vacchi.

Il titolo stesso dell’esposizione, curata da Marco Meneguzzo, richiama la capacità della pittura di Vacchi di compenetrare ambiti lontani dal mondo dell’arte, dal cinema alla letteratura al fumetto, anticipando la tendenza contemporanea alla contaminazione e al dialogo tra i diversi linguaggi artistici.

Protagonista assoluto dell’arte italiana del Novecento e maestro del cosiddetto “ultimo naturalismo” - secondo le parole dell’amico e grande ammiratore Francesco Arcangeli - Vacchi con il suo sguardo modernissimo è stato precursore di tante espressioni figurative del contemporaneo, dall’onirismo cinematografico di Fellini al tratto sensuale di Guido Crepax.


Sergio Vacchi, Perché il pianeta, 1975, cm. 300x460

Il curatore ha cercato con questa rassegna, comprendente un cospicuo nucleo di opere, di offrire una rilettura dell’artista in chiave internazionale. Spiega infatti Meneguzzo: “La mostra di Palazzo Fava, che raccoglie opere dal 1948 al 2008 non vuole solo restituire alla memoria di Bologna la pittura di uno dei suoi protagonisti più osannati, oggi confinato in un preciso periodo storico, ma vuole proporne una rilettura in chiave non più padana o bolognese, ma internazionale, pensando al suo lavoro come al lavoro di un artista isolato ma di genio, capace di dialogare coi grandi pittori e gli intellettuali della sua epoca, cui non lesinava gli omaggi artistici”.


Tra le oltre 100 opere in mostra è possibile ammirare la galleria di “ritratti” e “autoritratti”, ideali e non, che Vacchi ha realizzato a partire dal 1965 per testimoniare dei propri amori intellettuali: Samuel Beckett, Franz Kafka, Alberto Savinio, Francesco Arcangeli, Giuliano Briganti, Roberto Tassi, Otto Dix, Greta Garbo, Francis Bacon e molti altri.

Al piano nobile di Palazzo Fava i grandi cicli di Vacchi dialogheranno idealmente con quelli dei Carracci: si tratta di “storie”, di narrazioni, di incontri straordinari con i personaggi di tutte le epoche, in un’atmosfera cupa e grondante, che ricorda i notturni barocchi come le scenografie di Fellini e il Seicento al tempo stesso gaudente e penitente, come i trittici di Francis Bacon o le opere più misteriose di Max Ernst.


Vademecum:

Mondi Paralleli Bologna, Palazzo Fava (via Manzoni, 2), dal 28 settembre al 25 novembre 2018 Orari: da martedì a domenica ore 10-19 Informazioni: https://genusbononiae.it/mostre/3528/

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